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Tentolini Giorgio

 

 

Giorgio Tentolini nasce a Casalmaggiore (CR) nel 1978.

Senza nessun disegno sul fondale monocromo appaiono, dalla studiata sovrapposizione di 10 strati di rete metallica, ritagliati pazientemente a mano in collocazioni studiate, le gradazioni chiaroscurali che compongono le immagini di volti di giovani donne, di manichini, dettagli della statuaria classica, o ancora interni di immobili e scorci urbani.

Dalla sua formazione nell’ambito delle arti grafiche e dalla sua esperienza professionale di fotografo deriva quell’approccio analitico alla visione che, fin dai primi anni 2000, lo porta a scomporre in livelli di luminosità fisionomie, anatomie ed elementi naturali nella sovrapposizione di lastre di acetato e plexiglass, a scandirli in listelli di acetato o legno, per arrivare, tra il 2007 e il 2010, a delinearli ritagliando una ripetizione di moduli in strati di reti in pvc o incidendo le zone di luce e ombra nella carta e nel tulle (2014-2015). In questi anni espone a Londra, Berlino e Amsterdam. Le opere in rete metallica (2016-2019) rappresentano l’apice di questa ricerca espressiva. In esse si sostanzia la sublimazione simbolica di visioni epifaniche che lo scatto fotografico dell’artista sottrae all’affastellamento di immagini del panorama iconografico contemporaneo e dallo scorrere del tempo per farle riaffiorare come vaga impressione retinica che ritroviamo sedimentata in un angolo sperduto della memoria. Il gioco di intreccio, sfasatura, sovrapposizione e cambio di direzione della trama di elementi esagonali che compone la maglia delle reti consente di cogliere, ad una certa distanza e in contrasto con lo sfondo, la figura nella sua ideale complessità percettiva e nei suoi tratti distintivi. La luce funge da elemento strutturante per l’occhio: essa ricompone razionalmente i punti di luminosità nelle quali è suddiviso l’intangibile segno sensoriale al quale l’artista conferisce una consistenza materiale. Attraverso la stratificazione dei ricordi e delle esperienze, l’immagine riaffiora in questa sostanza intangibile, resa possibile solo perdendosi in una visione che non segue i parametri cognitivi della percezione, suscitando dubbi e interrogativi sulla vera consistenza dell’essere umano e sull’impossibilità di cogliere interamente l’essenza del reale.

L’artista è vincitore del Premio Rigamontinell’ambito del Premio Arti Visive San Fedele di Milano, del Premio Nocivelli e del Premio Paratissima Torino, oltre che del Premio Speciale del Contest ArTeam Cup, promosso dalla rivista Espoarte. Dal 2014 una sua opera fa parte della collezione permanente del MAR di Ravenna e, dal 2017, di quella del MuSa di Salò (Bs). Nello stesso anno la Galleria San Fedele gli dedica una mostra personale ed espone al MAR, accanto a maestri come Mirko Basaldella e Lucio Fontana. Nel 2018, in quanto finalista del Premio Cairo, curato da Arte Mondadori, espone al Palazzo Reale di Milano, il suo ritratto del Pontefice viene presentato durante un’udienza in Vaticano e partecipa alla prima mostra della MAG. Mediolanum Art Gallery a Padova. Nel 2019 espone a Parigi, Mykonos, New Orleans, in Lussemburgo, al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, alla Galleria Vik di Milano e il Museo Diotti di Casalmaggiore (CR) ospita la sua personale. È presente alle principali rassegne di arte contemporanea, come Art Athina, Art Vilnius, Arte Fiera Bologna, Art Verona, Art Bahrain, Art Dubai, Art Miami | Contexte Wop Art a Lugano.