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Nigro Mario

Nasce a Pistoia il 28 giugno 1917. Madre fortemente credente, cattolica e austera, figlia di un ufficiale garibaldino di nobile          discendenza fiorentina, padre insegnante di matematica e socialista tranquillo, figlio di un Notaio di Melfi e laureato in Matematica alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Già nell’infanzia manifesta predisposizione per la musica, studiando pianoforte e violino. Nel 1929 la Famiglia si trasferisce definitivamente a Livorno quando l’artista ha 12 anni. Da adolescente dipinge ritratti, nature morte, paesaggi toscani grazie al regalo di alcuni tubetti ad olio da parte della sorella maggiore.

Nel 1941 si laurea in Chimica a Pisa. Incaricato Assistente presso l’Istituto di Mineralogia a Pisa fino al 1944, quando questa collaborazione viene brutalmente interrotta dall’avanzare della Guerra. Nel dopoguerra si laurea in Farmacia, incontrando, tra solventi e provette, la futura moglie. Negli anni Cinquanta si appassiona all’astrattismo europeo e tenta di partecipare alla vita artistica e culturale locale, senza molto successo. Lavora come farmacista agli Spedali Riuniti di Livorno.

Per tutto questo periodo insiste nel cercare di inserirsi negli ambienti artistici, non più solo della provincia, ma anche a livello nazionale, continuando a collezionare rifiuti. Partecipa con un quadro astratto a una mostra di figurativi alla pinetina dell’Ardenza, con alcuni risultati comici.

Abbandona il lavoro nel 1958 e si trasferisce con la famiglia a Milano nel 1959 e subisce un gravissimo incidente stradale nel 1960.

Nel 1964 riceve il primo invito alla Biennale di Venezia e quattro anni dopo espone in una stanza intera.

Nel 1979 espone con una Personale al PAC ed espone alla Biennale altre due volte.

Dopo un concatenarsi di tragici eventi patologici muore a Livorno l’11 agosto 1992.