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Carbonini NINI Francesca

Francesca Nini Carbonini nasce a Milano, formazione avvocato.

Dal 2012 si dedica a tempo pieno alla sua carriera artistica, attualmente vive e lavora tra Milano e Lampedusa.

Per Nini il ”colore“ più bello è il nero, perché in sé racchiude tutti i colori ed ha la capacità di assorbire la luce dando vitalità ai suoi lavori. Nini crede, per personale esperienza, in un connubio di “destino, libero arbitrio e protezione divina” che collaborano tra loro ispirando la sua creatività, in questo equilibrio, lei interagisce con queste forze che sente nella sua vita. E’ sua convinzione che si debba restituire al dolore tutta la sua innocenza e per questo è consapevole del rischio di una possibile sconfitta, ma anche di una auspicabile vittoria. Nini dipinge su grandi dimensioni (130 x180) perché così “lei è nel suo quadro”, non ha paura di stracciare, cambiare, distruggere finché il quadro non prende vita e non lo sente pennellato alla sua anima.

Nelle sue opere, come “Magma Ordinato”, si fondano l’esperienza pratica della tradizione illustrativa dei libri e la complessità psicologica dell’arte e della cultura letteraria.

 

Mostre personali, installazioni e fiere

 

Nel 2012 è ideatrice, con il collega Gianni de Conno, del Concorso Internazionale per Illustrazione “Silent Book Contest” e ha pubblicato il libro illustrato “All’Ombra di Pinocchio” Carthusia Edizioni, in mostra a Firenze al “Pinocchio biennale 2012”, nel quale l’artista traducendo le metafore del viaggio del burattino, sottolinea l’importanza dell’arte quale artefice della trasformazione della bugia in verità; elaborando l’equazione per la quale la consapevolezza di Pinocchio sta alla realtà, come l’arte alla verità.

Il 16 novembre 2012, con le celebrazioni dei 200 anni della nascita del “Romanticismo”, movimento culturale esplosivo per ogni campo di creatività umana, Francesca Nini crea un nuovo modo di pittura, la sua “Vandalizzazione”: fondato sulla centralità dello spirito vitale e narrativo delle pennellate ed ispirato all’evoluzione, alla crescita ed ai parametri sentimentali propri dell’arte, con uno sguardo attento alla pittura iper-realista.

 

Tra le opere anche “UNDERGROUND” del 2013, tratto dall’omonimo libro di Lewis Carrol, vuole rappresentare un percorso di immagini e quadri che raccontano Alice, in un viaggio con un finale colorato di verde con ciliegie che volano e di piedi immersi nel rosso magenta, catapultata in un’esperienza moderna.

 

Ricordiamo “MOWGLI SYNDROME” tratto dal “Il libro della Giungla” di Rudyard Kipling.

Quadri di grandi dimensioni per raccontare un libro aperto facendo emergere gli aspetti parossistici e meravigliosi dell’epoca Vittoriana confrontandoli con quelli moderni.

“Mowgli Syndrome” è un’installazione di 9 metri di diametro che è stata completata con una live performance dell’artista nel deserto del Nevada in occasione di #BurningMan nel 2014. In seguito l’installazione è stata esposta nel 2015 alla Children’s Book Fair di Bologna.

 

Nell’ottobre 2015 Little RED Underwood è un percorso narrativo, liberamente ispirato alla favola di Cappuccetto Rosso, racchiuso in 10 piccole case: un’installazione da vivere, leggere e attraversare per smascherare, grazie alla forza e all’immediatezza dell’arte, il ‘lupo’ che alberga in noi e nel mondo contemporaneo. All’interno di ciascuna casetta, scopriamo un racconto fatto di testi e di colore, di materia e di emozioni: una denuncia e una ribellione ai pericoli e ai soprusi di un mondo “Under” che spesso non riusciamo a riconoscere come nostro.

L’installazione presentata a Lampedusa in occasione del Festival Sabir  “Comitato 3 ottobre” in seguito è stata presentata per il BookCity Milano 2015 ospitata dal Museo Diocesano.

 

Dicembre 2016 – Performance in partnership cpn la Onlus “Amo gli Animali” al ristorante dello Chef Filippo La Mantia a Milano, durante l’evento vengono presentate le opere della serie “Alchimia”. Sono opere legate da un fil rouge fisico: corde rosse uniscono i dipinti per collegarne l’anima trasversalmente.

Un approccio è unico per l’artista, dove il corpo ha una presenza consistente, una figura che caratterizza ogni quadro con tutte le sfaccettature della personalità umana. Francesca Nini è presente in prima persona, con nudi che esprimono la soggettività di chi li dipinge,

creandosi così l’alchimia rievocata dai titoli, una trasmutazione di stato interiore, una catarsi verso l’esterno per potersi rigenerare.

La “Vandalizzazione” del quadro fa parte di questo processo di cambiamento, volto a rendere viva l’opera come in una quarta dimensione.

 

Marzo 2017 – Performance relativa alla serie “Alchimia” durante il MIART a Milano

Giugno 2017 – Presentazione di “Alchimia” a Milano con un evento sponsorizzato da Fineco Bank

Agosto 2017 – Vandalizzazione e live performance di Kafka 9.0” al Burning Man 2017.

Kafka 9.0” è un muro che contiene l’installazione; il significato secondo l’artista è protezione, inoltre è teso verso l’alto e, un muro, anche se con la sua apparente durezza, permette una visione chiara, vicina e lontana, predominante ma non invadente, avvolgente ma non claustrofobica. Kafka perché lo scrittore, con la sua famosa metamorfosi è pura Alchimia, è trasformazione da materia a materia e, con l’arte, diviene trasformazione da spirito a spirito. E’ un passaggio, un dialogo, per raggiungere la piena consapevolezza di se stessi e quindi la piena libertà.

L’arte è conoscenza e come tale deve avere un potere sentimentale sull’uomo per essere comunicata e, regalando motivi di riflessione ed emozioni che portino ad un proprio viaggio, ecco allora l’arte come scambio, come Alchimia, un rituale Alchemico.

 

Marzo 2018 – Installazione audio-visiva di WIN’E’LAND al Fuorisalone, durante la Milan Design Week.

Il Progetto Win’e’Land è legato al fil rouge dell’underground, l’underground di Victor Hugo, le viscere, il sotto terra buio come anche salvezza, l’underground della società dei consumi proprio della pop art che andando ad esplorare la mercificazione diviene sfacciatamente di superficie, ed infine l’underground per Nini più importante: quello di Lewis Carrol, quello fantasioso, quello vero perché “normale”, quello che non si nasconde e non ha paura, quello che affronta le diversità, quello che ha coraggio di farsi vedere brutto, di guardarsi e riconoscersi violento e dominarsi.

Soggetti di questa serie sono Bottiglie di Champagne, richiamo forte alla Pop Art, bottiglie di élite che diventano “popolari” perché in realtà non è per tutti, perché è complesso, affascinante così tanto che ti demotiva a degustarlo oppure ti porta a  buttarti avidamente in una bevuta liberatoria, così che i pensieri si accumulano e si crea il meglio o il peggio del bevitore, tutto questo processo, che può sembrare banale o superficiale viene rappresentato dalla vandalizzazione dell’artista

Giugno 2018 – Spot pubblicitario per il marchio Trussardi Profumi, “TRUSSARDI RIFLESSO”.

Settembre 2018 – Partecipazione a WOP Fair, Lugano, Svizzera.

Novembre 2018 – Partecipazione a GRAND ART FAIR, Milano.

 

Marzo 2019 – Vandalizzazione e live performance ospitata alla Triennale di Milano di “Kafka 9.0”. In questa occasione espone la preview del nuovo progetto “Once upon a time”, che nasce dalla necessità, tramite la sua arte, dipingendo e vandalizzando, di esplorare lo spazio attorno a sè  tramite  gli occhi di donne – icone;  donne che hanno vissuto nel visionario, che hanno lottato per la loro opinione, per il loro pensiero, la loro arte, i loro progetti, perché, non i sogni, ma la loro immaginazione divenisse tangibile.

Donne che hanno percorso i tempi in momenti diversi come Elisabetta II, Eleonora Duse, Aretha Franklin, Rita Levi Montalcini, Audrey Hepburn, Brigitte Bardot, Sophia Loren, Liza Minelli, Frida Kahlo e che rappresentano tutto questo immaginario, vitale umano e femminile. Studiando le loro vite, l’artista si è immedesimata in loro – esperienza eccitante e dolorosa – e perdendosi ha tentato di raccogliere il loro intimo nelle espressioni, negli occhi e nello sguardo. Ha rappresentato tutti i ritratti a bocca chiusa, senza sorrisi, senza ammiccamenti. La bocca può restare muta se si ascolta e si parla con tutto il resto, che è forte. Infine, con la vandalizzazione Nini ha dato un’idea visionaria interiore ed intima dei visi ritratti, con essa raggiunge questo stadio. E come in tuti i suoi progetti esiste un fil rouge: sono tutte donne di passione, votate alla vitalità del presente e del futuro”.

I tratti di vandalizzazione entrano e sono parte dell’interiore del ritratto, nella felicità o nella disperazione, nella prigione o nella libertà, nel brutto o nel bello, nel buono o nel cattivo delle donne ritratte. Le pennellate, le spugnate, le gocce di colore, sempre studiate e mai lasciate al caso, assieme al nero lasciato pulito, indicano i tratti cruciali della loro interiorità ed interrompono l’iper-realismo prepotente dei visi.

Come in tutti i suoi lavori, anche in questo progetto per l’artista, è importante la completa discrezionalità di colui che guarda, nello scoprire altri e mille significati, di liberare diversi e contrastanti sentimenti nei ritratti.

Maggio 2019 – Vandalizzazione e live performance di “Once upon a time” a New York, per Design Week in occasione del 50° anniversario del gruppo Azimut- Benetti.

Novembre 2019 – Mostra collettiva “Presencias N.3” a Barcellona con le opere della seire “Once upon a time”.

 

Settembre – ottobre 2020 partecipa all’evento collettivo ART&DESIGN di Andrea Castrignano dove presenta due sue opere in sponsorship con BioKamino dove Acqua e Fuoco sono forze l’una contro l’altra, ed al tempo stesso complementari.

La prima opera di un quadro che si estende per una parete di 23 mq è “Acqua”, la secondo è un quadro 100 x 100 cm, “Light”.

“Acqua” é una installazione artistica che si apre su di una parete di 23 mq, un progetto volto con semplicità a smuovere le menti degli uomini in questi anni in cui la nostra terra è in pericolo per colpa dell’umanità. L’una riscalda, l’altra rinfresc ed entrambe sono indomabili e capaci di forze distruttive. Il fuoco che mantiene la vita, l’acqua che dà la vita.

Cosa sarebbe l’uomo senza l’uno e l’altra, cosa sarebbe il globo terrestre, e in questo tempo in uscita, di cambiamento, preserviamo queste forze naturali, proteggiamole in questo momento in cui misericordia e verità si stanno incontrando.

Si tratta di una parete dipinta con i colori e le magiche imperfezioni delle profondità marine, che convivono con i guizzi e le pennellate dell’artista, dando vita alla sua tecnica di vandalizzazione.