Close
Type at least 1 character to search
Back to top

BOGART BRAM

Nei dipinti espressivi dell’artista belga Bram Bogart (1921,Delft Paesi Bassi-2012,Sint-Truiden,Belgio), nato in Olanda, l’attenzione si concentra sulla pittura come materia fisica e sulle possibilità materiali del mezzo. Principalmente artista astratto, Bogart ha esplorato come la “sceneggiatura” di un dipinto o l'”elemento non ripetitivo delle pennellate ritmiche” potessero infondere significato all’astrazione. Durante la sua lunga carriera, Bogart si è immerso nelle preoccupazioni formali della pittura, operando attraverso numerosi cambiamenti stilistici tra cui un primo periodo di figurazione, seguito da astrazione geometrica cubista, astrazione gestuale e infine dipinti scultorei dai colori sensuali con pesanti accumuli di pittura, per i quali ha divenne ampiamente acclamato. Attraverso un processo di “costruzione” con la pittura ha fuso il gesto con la materia, per produrre dipinti fortemente fisici con una presenza scultorea e tridimensionale.

Nato come Abraham van den Boogaart a Delft nel 1921, Bogart si è formato dapprima come imbianchino, prima di lavorare come pittore di insegne commerciali per il cinema a Rotterdam. Ha studiato arte tramite un corso per corrispondenza e poi brevemente all’Accademia di Belle Arti dell’Aia, principalmente per evitare di essere arruolato nell’esercito tedesco. Dopo la guerra nel 1946 Bogart si trasferì in Francia, lavorando a Parigi e nel villaggio di Le Cannet sulla Costa Azzurra.

Nei successivi 10 anni, il suo lavoro si è evoluto dalla figurazione – principalmente paesaggi e nature morte – a rappresentazioni più rigidamente simmetriche di case e alberi, che hanno enfatizzato gli assi orizzontale e verticale della composizione. Fu nel suo studio in cantina a Le Cannet che Bogart iniziò a sperimentare la miscelazione di vernici idrosolubili e a base di olio, ottenendo una colorazione intensa e una finitura gessosa e opaca che si ispirava, in parte, alle facciate dell’architettura circostante . Negli anni ’50, l’aspetto figurativo del suo lavoro era diventato schematico, risolvendosi in simboli astratti posti all’interno di sezioni definite della composizione. Bogart rimase a Parigi negli anni ’50, affittando uno spazio studio condiviso in una vecchia pelletteria in rue Santeuil, durante il quale il suo lavoro divenne più gestuale ed espansivo. In dipinti come Cristal Baroque (1959), una scrittura gestuale è incorporata in una superficie coagulata e densamente dipinta: la pittura è un registro dell’attività fisica che è stata spinta, disegnata o tirata sulla tela.

Nel 1959 Bogart si trasferisce in Belgio, prima a Bruxelles, con frequenti soggiorni a Roma (dove conosce Willem de Kooning e Lucio Fontana), poi a Ohain e Kortenbos. Mentre a Bruxelles iniziò a dipingere sul pavimento, aumentando la densità della sua pittura per ottenere un effetto quasi antigravitazionale, una qualità che avrebbe definito la sua produzione successiva. Trattando la tela come una sorta di muro, si è concentrato sulle idee di stabilità e di inclinazione all’oggetto, limitando la tavolozza a pochi colori e costruendo immagini con grandi lastre o pennellate di vernice. Nelle sue numerose opere monocromatiche come Linaabelina (1960), gli effetti tangibili di luce, ombra, trama e profondità vengono esplorati attraverso la manipolazione plastica della pittura. In alcuni, la vernice viene raschiata verso i bordi o la linea centrale della tela, creando uno spesso bordo di impasto che incornicia o divide aree di colore lisce e contrastanti. Bogart ha descritto queste opere come un ‘rifugio’ poiché risuonano di una sensazione di calma: ‘[…] realizzare un dipinto in un colore, bianco, nero o marrone, ha evocato in me una sorta di tranquillità, rispetto ad altri dipinti’, ha detto.

Durante gli anni ’70, in un periodo in cui dominava l’arte concettuale, Bogart ha continuato a dipingere, bordando la pittura sui lati della tela per creare un campo pittorico totale e ininterrotto. Alla ricerca di un equilibrio tra assenza e struttura, ordine e informe, ha impiegato una massa sempre maggiore di materia pittorica. I dipinti risultanti da questo periodo chiave, che includevano opere per la rappresentazione del Belgio di Bogart alla Biennale di Venezia del 1970, hanno un impasto così pesante da essere quasi organico, oscurando e ammorbidendo i bordi delle loro forme pittoriche rettangolari. “Stavo iniziando a vedere quanto fossero importanti i bordi di un dipinto”, ha detto, “[…] estendendo il materiale oltre i bordi del dipinto [per dare] una certa scioltezza o un contorno ampio”.

Nelle sue opere successive dagli anni ’80 in poi, come la colorata serie ‘dab’ in cui tratti sconnessi o cumuli di pittura in colori vivaci vengono applicati con un pennello o una cazzuola, immensi campi di colore affermano un’idea di ‘costruire’ con la vernice e un perfetta coesione di colore, gesto e struttura.

Bram Bogart è nato a Delft, Paesi Bassi, nel 1921 ed è morto a Kortenbos, in Belgio, nel 2012. Nel corso della sua carriera ha esposto ampiamente in Europa, comprese mostre personali al Cobra Museum of Modern Art, Amstelveen (2012); Kunsthalle, Recklinghausen (2005); PMMK, Museo d’Arte Moderna, Ostenda (1995); Palais des Beaux-Arts, Bruxelles (1964); e Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam (1959). Nel 1970 ha rappresentato il Belgio alla 35a Biennale di Venezia. Il lavoro di Bogart è presente in molti musei e collezioni pubbliche tra cui Tate, Londra; Moderna Museet, Stoccolma; Museo Boijmans Van Beuningen, Rotterdam; Mudam, Lussemburgo; Museum of Contemporary Art Australia, Sydney; Museo Voorlinden, Wassenaar, Paesi Bassi; Galleria Nazionale di Victoria, Australia; SMAK, Gand; e Yuan Art Museum, Pechino.